Passare dalla cura alla prevenzione. Paziente, guarisci te stesso!

Poiché le popolazioni di tutto il mondo invecchiano, la necessità di prevenire le malattie per migliorare la qualità della vita e ridurre i costi sanitari diventa sempre più pressante. Se ne è parlato alla Conferenza sulla qQualità della Vita organizzata da Sodexo

I modelli sanitari a misura di paziente, che supportano le persone ad aiutare se stesse con una vasta gamma di ausili tecnologici come app mobili e centri di assistenza virtuale, sono in crescita. Mentre gli operatori sanitari devono essere più preparati nella prevenzione e nell’ascolto dei pazienti, gli individui devono essere più rigorosi nella prevenzione delle malattie attraverso cambiamenti del loro stile di vita.

Restare fuori dall’ospedale

L’assistenza ospedaliera è estremamente costosa e non dovrebbe essere la prima scelta quando qualcuno è malato. In Svezia, secondo l’ex primo ministro Fredrik Reinfeldt, lo Stato investe molto nelle migliori risorse e attrezzature, ma incoraggia i cittadini a usarle solo quando è veramente necessario.

A proposito di tecnologia

Oggi la tecnologia ha un ruolo da svolgere nel miglioramento non solo delle attrezzature e delle tecniche, ma anche della qualità della gestione della salute. Il dottor Vincent Attalin è il co-fondatore di Aviitam, una piattaforma di gestione delle relazioni mediche che raccoglie la storia sanitaria e lo stile di vita di un paziente non solo per dare informazioni al medico, ma anche per analizzare i dati e aiutare la persona a cambiare i suoi comportamenti per una migliore prevenzione delle malattie. “L’applicazione è un partner nella gestione della salute”, ha detto. Poiché conosce le abitudini alimentari dell’utente, ad esempio, può fornire consigli personalizzati per perdere peso.

Il bisogno di empatia

La tecnologia non può sostituire il contatto umano, naturalmente, ma secondo Attalin alla fine contribuirà a migliorare la capacità dei medici di “ascoltare ed essere empatici”, perché avranno una informazione migliore.
Il contatto umano è una delle missioni principali di Aïda, l’organizzazione no-profit fondata da Léa Moukanas quando aveva solo 15 anni. Questa associazione manda adolescenti volontari a visitare giovani pazienti oncologici, aiuta a finanziare la ricerca sul cancro infantile e aumenta la consapevolezza tra gli adolescenti. Gli ospedali francesi inizialmente si rifiutarono di partecipare, ma cambiarono idea quando le famiglie dei pazienti chiesero di essere coinvolte nel progetto. L’idea è di lasciare che i piccoli malati di cancro siano bambini normali come tutti gli altri. “Questi bambini e adolescenti vogliono davvero continuare a vivere nonostante la loro malattia, ma il cancro li ha completamente tagliati fuori dalla loro infanzia. Cerchiamo di dare loro accesso a tutto ciò che avrebbero se non avessero il cancro”.

Cambiare il comportamento, prevenire la malattia

A Simon Scrivens, SVP di Sodexo Healthcare (UK), sopravvissuto al cancro dopo aver subito oltre venti importanti interventi chirurgici, è stato diagnosticato il tumore quando aveva trent’anni. “È stata un’esperienza terribile, paralizzante”, ha detto. Quando si ammalò di nuovo dieci anni dopo, decise di farsi carico delle sue cure. “I pazienti che sono impegnati nelle proprie cure migliorano più velocemente e stanno meglio più a lungo”, ha detto. Ha anche sottolineato che “molte malattie si possono prevenire completamente, in gran parte con lo stile di vita”.